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Sarà l’età?

Ciao, non ti ricorderai di me, sono il figlio di Giuseppe. Ero molto piccolo l’ultima volta che ci siamo visti!” Con queste parole, in un area di sosta della val Pusteria, mi viene incontro un ragazzo di una ventina d’anni scendendo da un furgone chiuso.  Ora io sono quasi sicuro di non conoscere nessun Giuseppe, tanto meno uno con un figlio così giovane. Ma so di essere vago e faccio finta di niente salutandolo con una stretta di mano. Stiamo tornando a Roma con una macchina stracarica ma il ragazzo insiste che,  per festeggiare il nostro incontro, mi deve assolutamente regalare una cassetta di pomodori. “Ho appena aperto il mio nuovo negozio, là – indica una direzione qualunque – vicino a quello di Giuseppe” dice. E mi molla la cassetta che, faticosamente, sistemo in macchina. Non faccio in tempo a girarmi che si presenta con una cassetta di meloni e una di pesche. Cerco invano di resistere dicendo che non mi servono, che siamo solo in due, che non so dove metterle. Niente da fare, me le infila in macchina e, ma guarda un pò, mi dice che me le può dare ad un ottimo prezzo: invece di ridargliele gli do venti euro. In un secondo sparisce lui con tutto il furgone. Che, naturalmente, non ha uno straccio di insegna. Ci metto un pò a capire che mi ha … fregato. Anche se, devo aggiungere, la frutta (sei meloni, almeno tre chili di pesche) e i pomodori (dopppio strato) sono buoni. Un pò li abbiamo regalati, il resto lo stiamo mangiando.

Vabbé, è andata così ma … dovrò stare più attento!

SPID: Sistema Pubblico Identità Digitale – come ho fatto

logo-spidLo SPID, il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale, è attivo e, in pochissimo tempo ho avuto il mio SPID. E in modo sorprendentemente facile. Curioso di tutto quello che accade nel mondo dell’Information Technology ho deciso di accquisire la mia identità digitale, lo SPID appunto, presso lo Stato Italiano. Tra i gestori che oggi sono in grado di assegnarle lo SPID ho scelto le Poste per la loro capillarità sul territorio. Infatti non possedendo una carta d’identità elettronica e non vivendo in una regione, il Lazio, dove la Carta dei Servizi (Tessera sanitaria/Codice Fiscale) è attiva, bisogna seguire la procedura semi automatica. Ho compillato, sul sito delle poste (https://posteid.poste.it/)logo-poste-blue il modulo predisposto e ho subito ricevuto una mail di conferma della registrazione e di invito a recarmi presso un ufficio postale abilitato per completare la procedura. Nell’ufficio vicino a me ho fatto da cavia: ho scoperto che l’ufficio (Roma 18, in via Nedo Nadi) era stato abilitato al servizio solo il giorno prima e che io ero il primo utente a chiedere lo SPID. Il direttore e gli impiegati, seguendo con curiosità il processo, hanno egregiamente svolto il loro compito e mi hanno identificato e registrato senza il minimo problema. Con un ultimo passo sul sito delle poste ho completato il processo e ora ho il mio SPID:

“Gentile Cliente,
Ti comunichiamo l’avvenuta attivazione del Servizio PosteID abilitato a SPID, fornito da Poste Italiane S.p.A., cui hai aderito tramite accettazione, con firma elettronica, delle relative Condizioni contrattuali. Il Servizio PosteID è stato attivato nella configurazione prevista dal livello di sicurezza da Te prescelto e indicato nel “riepilogo adesione” allegato alla presente.”

Resta da capire cosa ci si può fare ma questa è un’altra storia.

>Mi vergogno

>Si. Mi vergogno di essere rappresentato da un individuo che a cervello spento da fiato alle corde vocali e pronuncia le peggiori fesserie che gli vengono in mente. Che poi, naturalmente smentisce o tenta di aggiustare. E, purtroppo questa volta tutto il mondo lo ha saputo.
La mia magra consolazione viene invece dal fatto che il nuovo Presidente degli Stati Uniti ha chiamato moltissimi capi di stato e di governo tranne il nostro e che lui ha invano cercato di ricucire chiamando questo e quell’altro senza ottenere nulla. Grazie a dio è finita l’era del “mio amico George”.

>Di male in peggio

>Come ho già detto (vedi) la situazione dell’Italia mi sembra scivolare sempre più verso quella di uno stato di polizia. Ma, ad essere onesto, quello che mi ha più spaventato ieri non è stata tanto l’affermazione che il governo avrebbe fatto intervenire la polizia nelle scuole e nelle università (oggi quanto detto ieri è stato – ovviamente – smentito) quanto l’espressione e il tono di voce con cui le affermazioni sono state fatte. Ho avuto la netta impressione che fosse un bambino a strillare perchè gli si era rotto il giocattolo: ma come non mi amavano tutti? Questi qui come si permettono di non amarmi? Follia. In che mani siamo mai finiti?